La nostra storia

– Associazione Valdostana Impianti a Fune –

La maggior parte delle Società esercenti gli impianti a fune della Valle d’Aosta, riunitesi il 18 novembre 1976, deliberarono la costituzione dell’Associazione Regionale delle Imprese Esercenti Trasporti a Fune, la quale nell’anno ??? prese la denominazione attuale di Associazione Valdostana Impianti Fune.

Le imprese che inizialmente vi aderirono furono 39, proprietarie di 156 impianti a fune.

Queste aziende, sovente a carattere locale, nacquero dagli sforzi e dalla volontà di persone coraggiose, spinte da entusiasmo e passione che senza alcun aiuto pubblico, immettendo capitali e capacità imprenditoriali, cambiarono il sistema turistico della Valle d’Aosta, sino ad allora basato sulla sola stagione estiva, puntando sulle potenzialità invernali del territorio, contribuendo così, in maniera determinante a bloccare lo stillicidio dello spopolamento dei molti paesi di montagna.

In questi anni di grande fermento economico, la pratica dello sci ebbe uno sviluppo notevole coinvolgendo tutti i ceti della società e, in più, con lo sviluppo dell’automobile e della rete autostradale, la Valle d’Aosta divenne una meta facilmente raggiungibile dove poter apprezzare i panorami maestosi e praticare lo sci. In questo periodo in ogni vallata ed in ogni luogo accessibile vennero create strutture per la pratica dello sci, mentre nelle stazioni affermate si investirono ingenti risorse per portare i comprensori a dimensioni ragguardevoli, in grado di competere con le altre stazioni italiane nonché con quelle limitrofi francesi e svizzere.

Negli anni ottanta si registrò l’espansione massima nel settore che divenne, proprio in questi anni, il traino principale dell’economia turistica valdostana con ricadute importanti sulle attività alberghiere, scuole di sci ed altri servizi collaterali.

Nel corso degli anni tuttavia, queste società, che in molti casi gestivano uno o due impianti (normalmente sciovie), furono costrette, per svariati motivi (scarsità di precipitazione a quote medio basse, elevati costi richiesti per gli investimenti futuri, appesantimento burocratico per il rilascio delle concessioni di esercizio, aumento di una clientela più esigente, ecc), a raggrupparsi o in alcuni casi a chiudere definitivamente. Le scarse precipitazioni nevose della metà degli anni 80, costrinsero le società maggiori a dotarsi di impianti di innevamento programmato: nel 1985 venne costruito l’impianto a “bassa pressione” delle Funivie di Champoluc e, nel 1986 quello in “alta pressione” della Val-Veny.

A partire dagli anni ’90, con 33 società presenti, il settore conobbe una stagnazione generale della domanda ed un aumento della concorrenza; i comprensori per sopperire a tale situazione puntarono alla qualità dei servizi con stazioni maggiormente attrezzate e organizzate e con un offerta sempre più ampia. In questo periodo vennero realizzate le prime seggiovie quadriposto, tecnologicamente innovative, denominate ad “ad ammorsamento automantico”, le quali avendo delle portate orarie elevate, fino a 2.400 persone/ora, consentivano di ridurre significativamente i tempi di risalita; parallelamente i comprensori si attrezzano con grandi impianti per l’innevamento programmato, in grado di garantire la pratica dello sci durante tutto la stagione invernale e, nel contempo, anche le piste di sci vennero allargate e sistemate al fine di renderle più sicure e più scorrevoli, accontentando una clientela sempre più esigente.

Negli ultimi 20 anni la situazione è ulteriormente mutata:

agli inizi degli anni 2000, infatti, le società funiviarie si sono ridotte a 29 imprese con 166 impianti di risalita e una portata oraria di 189.760 p/h; le postazioni per la produzione della neve programmata erano 1.920 e ricoprivano circa 160 km di piste.

nel 2010, le società sono ulteriormente diminuite fino ad arrivare a 25 con 164 impianti e una portata oraria di 231.275 p/h; le postazioni per la produzione della neve programmata erano 2.971 e ricoprivano circa 265 km di piste.

La situazione odierna vede in tutto il territorio valdostano 13 aziende che gestiscono 164 impianti con una portata oraria di 241.020 p/h; le postazioni per la produzione della neve programmata sono 3.156 che garantiscono un innevamento programmato su poco meno di 300 km di piste.


Documenti:

file pdf Atto costitutivo